#Basket: il fallimento sportivo dell’Olimpia Milano

Quella dell’Olimpia Milano è stata una delle annate sportive più disastrose degli ultimi anni. I campioni d’Italia in carica sono stati sonoramente sconfitti dall’Aquila Basket Trento nel corso delle semifinali playoff 2017, nel corso delle quali hanno fatto registrare 3 sconfitte in altrettante partite sul proprio campo. Trento ha vinto meritatamente la serie per 4-1, ed approda così alla prima finale scudetto della sua storia.

Ad inizio stagione era veramente difficile ipotizzare che l’Olimpia Milano non riuscisse a a bissare lo Scudetto vinto lo scorso anno (4-2 in finale contro Reggio Emilia). Visto il livello modesto del campionato italiano, la società meneghina avrebbe dovuto far man bassa, forte di un budget impressionante rispetto agli avversari, con la società che aveva messo a disposizione di Repesa un roster profondo per lottare su tutti i fronti. Ma non è bastato, perché oltre ai giocatori c’è bisogno di altro. In primis di un allenatore, ma anche di una società che ancora una volta ha dimostrato di non essere all’altezza della situazione. Basti pensare che negli ultimi 4 anni ha dovuto faticare per portare a casa i due scudetti vinti (contro Siena e contro Reggio Emilia) e che in due occasioni non è arrivata nemmeno in finale. Dopo il fallimento della MensSana ci si aspettava che Milano facesse quello che aveva fatto la società toscana, ovvero che dominasse per tantissimi anni, ma invece ha vinto appena 2 scudetti in 4 anni, ed ora è chiamata a ripartire quasi da zero.

Repesa imbarazzante e fuori controllo nella serie contro Trento
Repesa imbarazzante e fuori controllo nella serie contro Trento

Sul banco degli imputati, assieme alla società, c’è ovviamente coach Repesa, che ha avuto addirittura il coraggio di cercare scuse per il risultato maturato nel corso dei playoff. Il coach dell’Olimpia ha detto che la sua squadra non era al top della condizione e che gli infortuni hanno inciso sul risultato finale, probabilmente senza pensare che in semifinale si è trovato davanti una squadra di esordienti a questi livelli, che oltretutto ha giocato tutte le partite con appena 8 giocatori effettivi (considerando che tra questi Lechtaler stava in campo 5′ a partita).

Ora a Milano c’è aria di rifondazione. Cambierà l’allenatore (Pianigiani è in poleposition a quanto pare), cambieranno tanti giocatori, ma cambierà anche qualcosa a livello societario? Perché parte tutto da lì, da una società solida. Qualche anno fa avevano la possibilità di mettere alla guida della società un certo Maurizio Gherardini ma non l’hanno colta…… e probabilmente questo è stato un errore. La scorsa estate hanno fatto un casino allucinante, levando la fascia di capitano a Gentile e dandola a quel mezzo giocatore di Cinciarini, ed i risultati si sono visti: hanno letteralmente perso uno dei migliori giocatori del campionato. Poi hanno investito su due italiani di prospettiva come Abass e Fontecchio, ma sono stati utilizzati con il contagocce, anche quando Gentile ha lasciato la squadra. Hanno messo in roster una testa matta come Radjulica, quando era ovvio che la convivenza con Repesa sarebbe stata quantomeno difficile. E si potrebbe andare avanti per ore……

Nel prossimo futuro Milano riuscirà a fare un programma valido per le prossime stagioni per portare nuovamente una squadra italiana tra le grandi d’Europa?

Olimpia Milano
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