Compra il Calendario 2016 di #SlumsDunk ed aiuta anche te i bambini dell’Africa

Lo scorso anno vi avevo già parlato di Slums Dunk, un bellissimo progetto sportivo e sociale mira a migliorare le condizioni di vita dei bambini e dei giovani che vivono nella aree economicamente e socialmente degradate dell’Africa. Oggi torniamo a parlarne per due motivi. In primis per promuovere il progetto e per evidenziare il grandissimo lavoro che c’è dietro ad esso. Il secondo è per promuovere il Calendario 2016 acquistando il quale sarà possibile sostenere il progetto Slums Dunk.

Il nome è Slums Dunk nasce da una storpiatura del termine Slam Dunk (così viene chiamata la schiacciata nel Basket), con la parola Slam che viene sostituita dalla parola Slum che in inglese significa baraccopoli. Il progetto Slums Dunk è nato nel 2011 ed ha come obiettivo quello di migliorare le condizioni di vita dei bambini e giovani che vivono nella aree economicamente e socialmente degradate. In poche parole Slums Dunk porta il basket in Africa, con atleti ed allenatori che vanno a formare sia gli allenatori che i ragazzi africani. Slums Dunk nasce dall’idea di un giocatore di pallacanestro italo-argentino dell’EA7 Olimpia Milano, Bruno Cerella, e da un libro regalatogli dalla zia: “Il risveglio del leader”, le cui parole lo spingono ad andare al di la del basket giocato sui campi di serie A e fare qualcosa di speciale per gli altri. Ad accompagnarlo in questo viaggio ci sono il senese Tommaso Marino, anche lui giocatore professionista, cresciuto nelle giovanili della Montepaschi che gioca attualmente come playmaker nella Blue Basket Treviglio. Come allenatori figurano Michele Carrea, che è il capo degli allenatori del progetto Slums Dunk, che è affiancato da Giuseppe Di Paolo, originario di Chieti, che ricopre il ruolo di Assistente capo allenatore del progetto. Con loro c’è anche Simone Raso, fotografo di Varese, che ha realizzato il Calendario SlumsDunk 2016.

Lo sport è un linguaggio comune che chiunque può parlare, è uno strumento che unisce, che non conosce limiti. Chiunque puo’ giocare a basket: ovunque ci sia un canestro, con qualsiasi palla, con o senza scarpe, l’unica cosa che conta realmente è la motivazione per saltare e andare a canestro. Il basket non e’ solo competizione ma anche uno strumento che puo’ essere facilmente utilizzato per trasmettere cultura, valori e competenze. Ed in questo caso il basket è stato scelto come strumento veicolare per coinvolgere, mobilitare ed attirare i giovani, ed è utilizzato giornalmente come mezzo per favorire l’educazione ai life skills nelle aree degradate dell’Africa. Attenzione particolare è dedicata alla parità di genere e al diretto coinvolgimento di bambine e ragazze nelle attività.

Nel 2014 Slums Dunk ha costruito il suo primo campo di pallacanestro nella baraccopoli di Mathare, Nairobi (Kenya). A Mathare si stima vivano 95.000 persone schiacciate in 1,5 km2, il 50% della popolazione e’ composta da giovani con meno di 18 anni che risiedono in condizioni d’isolamento, con accesso limitati ai servizi primari come acqua, elettricità e servizi igienici. In tutta la baraccopoli non ci sono altri campi di pallacanestro. Slums Dunk ha attivato una scuola di minibasket che coinvolge 100 ragazzi, garantisce il libero accesso al campo da basket e supporta l’educazione ai life skills in 10 scuole informali della baraccopoli di Mathare con il coinvolgimento di circa 1000 ragazzi under 15. L’idea di Slums Dunk è quella di replicare ed espandere le attività in altre zone degradate d’Africa.

Potete contribuire in diversi modi ad aiutare questi ragazzi nel loro Progetto. Nelle pagine del Sito Ufficiale di Slums Dunk troverete tutte le indicazioni necessarie.

Per avere informazioni per l’acquisto del Calendario Slums Dunk 2016 invece potete scrivere una mail a slumsdunk@gmail.com

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Compra il Calendario 2016 di #SlumsDunk ed aiuta anche te i bambini dell’Africa

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