#NBA: Golden State demolisce San Antonio con un #Curry in formato #MVP

Nella notte NBA è andata in scena una delle partite più attese dell’anno, quella tra Golden State Warriors ed i San Antonio Spurs, quella che fino ad oggi sono state le due migliori squadre della NBA e che salvo sorprese potrebbero ritrovarsi una di fronte all’altra nella Finale di Conference 2016. Non c’è stata partita. I Warriors hanno letteralmente demolito gli Spurs alla Oracle Arena come si evince dal punteggio finale: 120-90 in favore di Golden StatePopovich al termine della partita ha detto di avere visto in campo giocare “Uomini contro bambini”, aggiungendo quanto segue: “Sono molto contento che il direttore generale degli Spurs non fosse nel mio spogliatoio, altrimenti potevo essere licenziato“.

Stephen Curry è andato in scena indossando ancora una volta i panni dell’MVP chiudendo la partita con 37 punti, 2 rimbalzi, 3 assist e 5 recuperi in 28 minuti di gioco tirando complessivamente con un 12/20 (compreso un 6/9 da 3 punti con 3 canestri da oltre 8 metri). Ma i numeri non riescono a rendere merito al n°30 dei Warriors. E’ stato il modo in cui ha giocato a rendere ancora una volta clamorosa la prestazione di Steph, tanto che risulta difficile quale possa essere stata la sua “giocata della serata”. Curry ha fatto letteralmente impazzire chiunque abbia difeso su di lui. Prima Parker, poi Leonard, poi Mills ed infine Simmons. Ad un certo punto, nel secondo periodo di gioco, ha messo a sedere Leonard con due finte per prendere palla, ha aspettato che si rialzasse e con una finta di tiro l’ha fatto saltare a vuoto, palleggio laterale con arresto e tiro da 3 punti. Ovviamente la palla ha fatto muovere solo il cotone della retina.

La Oracle Arena ha riservato a Stephen Curry il coro MVP! MVP! in più di un’occasione, ed a 1 minuto dalla fine del 3° periodo è partita la standing ovation quando coach Steve Kerr ha deciso di richiamarlo in panchina sul +27 per i Warriors. In fondo all’articolo potete trovare il video che riassume la prestazione di Curry contro gli Spurs.

Stephen Curry
Stephen Curry segna una delle sue 6 triple

Ma a Golden State oltre a Stephen Curry c’è molto altro. La squadra di Kerr gioca in modo meraviglioso, ma sarebbe riduttivo fermarsi ad analizzare il gioco offensivo dei Warriors. Stanotte hanno dominato gli Spurs anche nella metà campo difensiva, costringendo la squadra di Popovich a ben 26 palle perse, giocando con una ferocia ed un’intensità clamorose. Partendo da queste basi poi è facile lavorare bene anche in attacco, anche se segnare 120 punti agli Spurs che solitamente ne concedono 90 a partita non è mai cosa facile.

In questo momento i Golden State Warriors hanno portato il loro record a 41-4 (91,1% di vittorie) ed ora attendono solo i prossimi avversari, puntando dritti a battere quel famoso 72-10 che potrebbe essere nelle corde della squadra di Steve Kerr.

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