Poker player: i pro e i contro della vita da Pro

La figura del giocatore professionista di poker è circondata da un innegabile alone fascino. Tanti soldi, vita agiata, continui viaggi in giro per il mondo da Macao a Las Vegas per partecipare ai tornei o ai tavoli cash più hot del momento. Questo è quel che comunemente si è portati a credere.

In realtà, appena il 10% di tutti i player riesce a vivere di poker. Nonostante le apparenze, infatti, la vita del poker Pro ha dei risvolti negativi di non poco peso.

Quante volte sentiamo dire: “mollo il lavoro e faccio il poker Pro”. Attenzione, prima di prendere decisioni così drastiche bisogna verificare se si è in possesso dei requisiti giusti. E’ vero che il player professionista non è soggetto ad orari e può prendersi i giorni di ferie che vuole… ma nessuno glieli paga! Se non giochi non guadagni. Abbiamo risparmi sufficienti per fronteggiare i giorni di vacanza che ci vogliamo prendere? E poi, vacanze a parte, bisogna mettere in conto anche i periodi di varianza negativa, quando le carte non girano e le sconfitte si accumulano non ci crederete ma… le bollette da pagare arrivano ugualmente! E non c’è niente di più destabilizzante per la psiche ( e per il poker ) che giocare con la paura di perdere.

Oltre alle normali spese del quotidiano da pagare, il poker Pro non gode di contributi previdenziali, dunque dovrete accantonare denaro mensilmente anche pensando al vostro futuro. Insomma, solo perché state attraversando un periodo di varianza positiva, non è saggio abbandonare il lavoro e gettarsi a capofitto nell’avventura del poker online o live che sia. Solo dopo anni di gioco maturati e un bel mucchietto di soldi accantonati per i momenti difficili, ma anche per il normale sostentamento, si può iniziare a prendere in esame una decisione che potrebbe cambiare la vita, e non necessariamente in meglio!

Fonte: www.yespoker.it – dire di Yes a Poker

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