Alex Schwazer: da atleta a uomo

La carriera di Alex Schwazer è finita. E’ caduto nella trappola del doping, epo per la precisione, mettendo fine prematuramente alla sua vita sportiva. Ha deciso di chiudere velocemente questo triste capitolo della sua carriera per ripartire subito verso un futuro da “persona normale”.

Quello che ha fatto Schwazer non può trovare scusanti. Non possono essere una giustificazione la pressione, i sacrifici, la paura di non farcela e tutto il resto. Nessuno infatti cerca scuse per quello che è successo e per quello che ha fatto Alex. Ed è lui il primo ad assumersi tutte le responsabilità, consapevole che pagherà a caro prezzo le conseguenze di quello che ha fatto.

Guardando la cosa da un altro punto di vista, la positività di Schwazer e la conseguente squalifica a vita hanno permesso ad Alex di rinascere, di diventare finalmente un uomo. Non si è tirato indietro come abbiamo sentito fare praticamente a tutti quelli che sono stati “pizzicati” prima di lui, sia nell’atletica che in altre discipline con il ciclismo in primis. Schwazer ci ha messo subito la faccia, si è presentato di fronte ai giornalisti ed ha confermato la sua colpevolezza, la sua debolezza, la sua fine come atleta e sportivo. Ad una persona normale potrebbe sembrare una cosa scontata, ma non è così, visto che fino ad oggi io non ho memoria di una atleta che abbia fatto lo stesso. C’è chi patteggia, chi cerca scusanti nelle caramelle della nonna, chi prova a dare la colpa all’allenatore od al medico di turno. Schwazer c’ha messo la faccia, ha abbassato la testa, ed ha provato a spiegare dove e come ha sbagliato, come e perchè ci è cascato.

Ovviamente Schwazer non è un eroe, è solo un essere umano che ha sbagliato, ma almeno da questo errore sembra che sia nato un uomo. In bocca al lupo per il futuro ex campione, ne hai bisogno.

Alex Schwazer

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