Ferrari, bisogna saper rischiare

 

Alonso in pista a Melbourne 2011
Alonso in pista a Melbourne

C’era una volta una Ferrari che sapeva innovare, che sapeva rischiare e che comandava le fila della Formula 1. C’era una volta una Ferrari che veniva presa come punto di arrivo, che veniva copiata per le sue soluzioni che la portavano al vertice. C’era una volta la Ferrari di Todt, Schumacher, Brawn e Byrne.

Beh, quella Ferrari sembra non esserci più, e probabilmente il fatto che i nomi riportati qui sopra facciano ormai tutti parte del passato potrebbe essere il motivo.

La progettazione della macchina è passata dalle mani di Rory Byrne a quelle di Aldo Costa, la gestione sportiva da quelle di Todt a quelle di Domenicali. Solo il pilota sembra essere all’altezza della situazione, perchè Fernando Alonso insieme ad Hamilton e Vettel è il meglio che ci possa aspettare.

Purtroppo però la Ferrari ha smesso di rischiare, ha smesso di innovare, ed anno dopo anno ha scelto di giocare in difesa, adottando sempre soluzioni troppo conservative che non le hanno più permesso di essere il punto di riferimento. Prima erano le altre scuderie che si trovavano a copiare ed inseguire la rossa di Maranello, come quando gli uomini del Cavallino adottarono per la prima volta gli sacrichi alti ad esempio. Ora invece sono gli altri a trovare soluzioni innovative, con la Ferrari costretta ad inseguire e copiare. Basta pensare al doppio fondo della Brown, all’F-Duct della McLaren, al Kers modificato di quest’anno da parte della Red Bull. Basta pensare all’ultima gara dello scorso anno quando il Team Ferrari fece giocare in difesa un Alonso ormai virtualmente campione del Mondo regalando di fatto il Mondiale a Vettel.

Per vincere bisogna saper rischiare e magari bisogna avere le palle per farlo. E’ arrivata l’ora di svegliarsi e di tornare a vincere.

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