La Istanbul di Balat

L’avvento dei voli low cost e l’apertura verso culture diverse dalla nostra, portata in dote dalla globalizzazione, hanno beneficiato senza dubbio l’industria del turismo di Paesi lontani per posizione geografica, tradizioni e costumi. Istanbul non fa eccezione. Basta fare due chiacchiere con qualche amico per constatare come la capitale turca sia stata, per alcuni, la meta di una vacanza del recente passato e sia, per altri, in cima alla lista delle destinazioni da visitare al più presto.

Purtroppo, però, per la maggior parte di noi alloggiare in un hotel a Istanbul significa trascorrere alcuni giorni visitando una parte molto limitata della città, quella selezionata per noi dalle guide turistiche, spesso coincidente con l’area di Sultanahmet e poco più. Il mio consiglio per soggiornare a Istanbul è di controllare le offerte sul portale turistico Venere.com, si possono trovare ottimi hotel a prezzi economici. In realtà, scoprire la capitale turca significa ribellarsi agli itinerari standardizzati proposti dalle “bibbie” dei viaggiatori, come la Lonely Planet per esempio, ed esplorare zone meno battute dal turismo di massa. Scoprire Istanbul significa, quindi, esplorare quartieri come quello di Balat, che, situato a ovest di Eminönü, dirimpetto al Corno d’Oro, conserva una fetta significativa del patrimonio storico e culturale della città.

Il quartiere di Balat è facilmente raggiungibile da Sultanahmet e Beyoğlu, dove si concentra la maggior parte degli hotel a Istanbul e dove quindi è più facile trovare l’albergo adatto alle proprie esigenze economiche e ai propri gusti. Gli ebrei hanno vissuto a Balat a lungo, fino a quando, verso la fine dell’Ottocento, in seguito a un terremoto, decisero di trasferirsi nella zona di Galata o tornare in Israele. Il processo di emigrazione degli ebrei di Balat si è completato negli anni ’60 del secolo scorso ed è andato di pari passo con il popolamento del quartiere da parte di ceti meno abbienti. Il risultato è stato il progressivo degrado di Balat. Negli ultimi anni, però, l’Unesco ha sovvenzionato la rivalorizzazione del quartiere e oggi Balat è un suggestivo affresco che combina una bellezza recuperata e una poetica trascuratezza. A Balat, vale la pena visitare la splendida Sinagoga di Arhida e, soprattutto, la Kariye Müzesi, conosciuta in passato come Chiesa di San Salvatore in Chora: è quest’ultima un’opera esemplare dell’arte bizantina e presenta affreschi e mosaici sicuramente non di minor valore rispetto a quelli di Aya Sofia.

Istambul
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