Lebron e Dwayne: i perdenti

Lebron James e Dwayne Wade

Lebron James e Dwayne Wade sono senza ombra di dubbio i due perdenti per eccellenza della stagione e non perdono occasione di rinforzare questa loro leadership.

Analizzando i due singoli individui si vede un Lebron James che si è autonominato prima “The chosen one” e poi “The King”. Se sul fatto che la scelta numero uno del Draft fosse lui ci ha preso (anche perchè era difficile sbagliare),  ma sul titolo di Re della NBA per il momento mi pare che il n°6 degli Heat sia ancora piuttosto indietro con i compiti. Wade non è mai stato un mostro di simpatia, però bisogna dire che l’avere accanto quei due palloni ginfiati di James e Bosh l’ha portato sulla cattiva strada.

Ora facciamo un salto indietro allo scorso anno, quando dopo la scelta televisiva di Lebron di cambiare squadra, il trio delle meraviglie composto da James, Wade e Bosh mise in scena uno spettacolo pirotecnico degno di un titolo NBA che a sentir loro erano destinati a conquistare a mani basse. Ed arrivò subito la stoccata di Michael Jordan: “Io non avrei mai chiamato Larry Bird e Magic Johnson chiedendo loro di giocare con me: ero troppo impegnato a batterli“. Ed io aggiungo che Wade e Bosh non gli legano nemmeno le scarpe a Bird e Magic: altra categoria, altra storia.

Durante la stagione poi con gli Heat in difficoltà i “perdentoni” riescono a convincere Mike Bibby a firmare al minimo salariale per provare a puntare a quel titolo che in estate sembrava già loro. La squadra effettivamente cambia e fà il salto di qualità ed alla fine della stagione regolare Miami sembra la favorita numero uno al titolo.

Iniziano i playoff e senza troppe difficoltà Miami arriva in finale, dove si trova di fronte Dallas che sembra essere la vittima sacrificale sull’altare del due James-Wade. Ma partita dopo partita qualcosa inizia a scricchiolare, con Dallas che crede fortemente alla possibilità di arrivare al titolo. Sempre il duo dei perdentoni, Lebron e Dwayne, inizia a capire che la situazione si sta facendo difficile. Lo si capisce prima di gara-5, quando i due giocatori degli Heat pensano bene di prendere in giro Dirk Nowtkzi (che aveva dominato gara-4 con 39 di febbre) facendo finta di avere la tosse come il tedesco dei Mavs. E gara-5 la vince Dallas, che vince anche gara-6 portando a casa così il primo titolo della sua storia.

A questo punto mancano solo le dichiarazioni dei due perdenti di turno. Entrambi dicono che non era il loro anno, che possono uscire a tasta alta per quanto hanno fatto vedere e che il prossimo anno saranno di nuovo lì per provarci perchè il tempo è dalla loro parte. Strano come non abbiano avuto modo di dire che Dirk Nowitkzi nei quarti periodi della serie finale ha segnato gli stessi punti di loro due messi insieme. Strano che non abbiano avuto modo di dire che negli ultimi minuti di gioco quando la palla pesava era difficile vedere uno di questi due prendersi la responsabilità di fare quello per cui erano stati assemblati i Miami Heat: vincere. Vabbè, non era il loro anno…. la stagione dei perdenti deve ancora arrivare.

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