NBA: la stagione dei playmaker

Ricky Rubio

Questo primo scorcio di una stranissima stagione NBA sta mettendo in evidenza, sotto diversi punti di vista, un ruolo chiave di ogni squadre: il playmaker. Proviamo quindi a fare una piccola analisi su questo ruolo all’interno di alcune squadre NBA ed al tempo stesso di evidenziare l’inizio di stagione di alcuni giocatori.

Tra le squadre alla ricerca di un playmaker mettiamo in prima fila i New York Knicks, dove Mike D’Antoni è sempre più in balia delle onde con una squadra ancora alla ricerca della propria identità e che pensa di risolvere i problemi con il 33 Baron Davis che sta per rientrare dall’infortunio. Ma anche i Lakers sono a caccia di un playmaker, perchè Derek Fisher ormai và per i 38 anni e non può essere lui il playmaker di una squadra da titolo. Gli stessi Miami Heat, i favoriti per il titolo, sono alla ricerca di un playmaker che riesca a far rendere al massimo quelli che loro chiamano i Big Tree. Per ora Mario Chalmers sta facendo il suo compitino, ma come successe l’anno scorso con Bibby, gli Heat proveranno ad aggiungere qualcuno in corsa.

Proviamo ora ad analizzare la stagione di alcuni playmaker.

Chris Paul: E’ il giocatore più chiaccherato dell’estate a causa dell’affaire Lakers. Sembrava fosse già giallovola, poi Stern ha bloccato tutto, ed infine è finito ai Clippers. Nelle prime partite è stato un’pò in difficoltà producendo delle cifre inferiori rispetto alle aspettative. Dopo la grande partita giocata nel derby contro i Lakers si è fermato per un infortunio che rallenterà il suo inserimento in squadra.

Ricky Rubio: Lo spagnolo sta facendo letteralmente impazzire gli americani e probabilmente è la sorpresa più lieta di questo inizio di stagione. Nelle prime 10 gare è sempre partito dalla panchina, dimostrando di essere già pronto per guidare la squadra tanto da meritarsi il quintetto nelle ultime 3 uscite stagionali. I numeri parlano di 10,8 punti e 8,8 rimbalzi oltre a 2 recuperi e 4,4 rimbalzi. Non c’è dubbio, questo qua diventerà uno dei migliori playmaker della Lega.

Deron Williams: E’ lampante come il prodotto di Illinois non sia contento di stare ai Nets. Considerando il suo potenziale, sta giocando una stagione sotto ritmo e sotto tono, probabilmente in attesa di trovare una destinazione gradita.

Steve Nash – Jason Kidd: L’età è una delle poche cose che non si può allenare, e per questi due giocatori gli anni che passano iniziano a farsi sentire, soprattutto nel corso di una stagione che lascia poco respiro visto il fitto calendario dovuto al lock-out. Kidd è semplicemente imbarazzante, l’ombra di se stesso. Nash invece sembra ingabbiato all’interno di una squadra che anche quest’anno non gli permetterà di giocare per il titolo che uno come lui avrebbe meritato.

Josè Calderon: Torniamo virtualmente in Spagna, perchè a Toronto Calderon sta giocando una grande stagione. Il playmaker titolare della franchigia canadese sta cercando di tenere a galla una squadra che come al solito rimarrà fuori dai playoff.

Jeff Teague: Un giocatore in rampa di lancio è sicuramente Teague che con i suoi Hawks sta letteralmente volando. Nelle prime due stagioni NBA aveva fatto fatica nonostante le buone cose che si dicevano su di lui. Quest’anno gli è stata affidata la squadra e lui ha risposto presente ed Atlanta ne sta traendo beneficio.

John Wall: Stagione abbastanza deludente, un’pò come tutta la sua giovane  squadra. Dimostra di avere un talento ed un’atleticità fuori dal normale, ma dà l’impressione che il cervello rimanga spesso scollegato dal resto del corpo. Probabilmente ai Wizard sarà un’altra stagione da buttare.

Kyle Irving: Chiudo con il giovanissimo rookie dei Cavs, 20 anni ancora da compiere, prodotto di Duke. Era il giocatore che Cleveland cercava per poter tornare a costruire una squadra ambiziosa, e lui sta rispondendo presente mettendo in mostra il suo talento e la sua esplosività. Fino ad oggi sta  producendo quasi 18 punti ed oltre 5 assist, ma le sue statistiche sono destinate ad aumentare vertiginosamente.

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