Tra meno di un mese parte la stagione #NBA. Senza #Kobe, #Duncan, ed anche senza Kevin #Garnett

Pochi giorni fa il 40enne Kevin Garnett ha deciso di dire basta e di appendere le scarpe al chiodo. Il giocatore dei Minnesota Timberwolves ha deciso di chiudere la sua carriera poco prima di iniziare quella che sarebbe stata la sua 22^ stagione nella NBA. In un colpo solo, da un anno all’altro, lasciano i parquet della NBA 3 giocatori del calibro di Kobe Bryant, Tim Duncan e Kevin Garnett, tre giocatori che negli ultimi 20 anni hanno scritto pagine memorabili di questo sport.

Kevin Garnett ha aperto la strada a molti altri giocatori dichiarandosi eleggibile per il DRAFT NBA subito dopo aver finito l’high school, senza passare dal college. Correva l’anno 1995 e “The Big Ticket” venne chiamato come quinta scelta assoluta dai Minnesota Timberwolves nel corso del draft NBA del 1995. Dopo di lui questa strada è stata percorsa da altri giocatori, tra cui anche Kobe Bryant che dopo appena due anni passati alla Lower Merion High School decise di dichiararsi eleggibile per il Draft del 1996. Alcuni anni dopo, nel Draft del 2003, lo stesso ha fatto anche Lebron James che per omaggiare Kevin Garnett ha usato queste parole: “Hai incantato un bambino di Akron e gli ha fatto credere di poter competere con i grandi! Quel bambino che tu hai ispirato è stato draftato anche lui direttamente dalla high school: e di questo ti ringrazio!“, aggiungendo di essere rimasto dai suoi “due tratti distintivi: la passione e l’impegno viscerale con cui giocavi ogni singolo possesso. Mi hai mostrato cosa fosse necessario per competere, anche senza aver mai giocato nella stessa squadra. Congratulazioni Big Ticket per la tua clamorosa carriera! L’Hall of Fame è la tua prossima fermata per capitalizzare il tutto, la ciliegina sulla torta!

Kevin Garnett ha deciso di dire basta e di appendere le scarpe al chiodo
Kevin Garnett ha deciso di appendere le scarpe al chiodo

Ripercorrere 21 anni di carriera NBA sarebbe praticamente impossibile, così come sarebbe impossibile elencare tutti i record che ha battuto e che ancora detiene. Dopo aver passato i suoi primi 12 anni di carriera NBA a Minnesota per Kevin Garnett nel 2007 arrivò il passaggio ai Boston Celtics, un passaggio che è stato il più grande scambio per un singolo giocatore nella storia della NBA, visto che per arrivare a “The Big Ticket” i Celtics rinunciarono a ben 7 giocatori (5 subito e 2 scelte future). Assieme a Kevin Garnett arrivò ai Celtics anche Ray Allen, ed i biancoverdi vinsero subito il titolo NBA battendo i Lakers in finale chiudendo la serie per 4-2. Quello conquistato nel giugno del 2008 è stato l’unico titolo NBA vinto da Kevin Garnett, che negli anni successivi ci è andato solo vicino, soprattutto nel 2010, quando i suoi Celtics vennero sconfitti in gara-7 delle NBA Finals proprio dai Lakers di Kobe Bryant che si presero la rivincita sugli acerrimi rivali. Nell’estate del 2013 Garnett passa agli ambiziosi Brooklyn Nets assieme al compagno di squadra Paul Pierce. Ma l’avventura ai Nets non dura molto, la squadra non rende per quello che si pensava, e dopo poco più di una stagione, il 19 febbraio del 2015, viene ceduto ai Minnesota Timberwolves. Kevin Garnett ritorna a casa, per chiudere la carriera nella franchigia che l’ha visto crescere ed imporsi a livello mondiale, nella franchigia che lui stesso ha aiutato a diventare importante.

Come detto in apertura, la scorsa settimana Garnett ha annunciato il suo ritiro dall’attività agonistica pubblicando un video su Instagram.

Garnett ha vinto anche un oro olimpico con la nazionale USA nel 2000 a Sydney, e vanta un titolo di MVP della Regular Season, un titolo di miglior difensore della Lega, un titolo di MVP dell’All Star Game in un totale di 15 partecipazioni all’All Star Game. Per due volte è stato il miglior marcatore della NBA, ed in quattro occasioni il miglior rimbalzista (ben 13,9 a partita nel 2004). Fino ad ora è l’unico giocatore della storia della NBA ad aver raggiunto 25.000 punti, 10.000 rimbalzi, 5.000 assist, 1.500 rubate e 1.500 bloccate. Insomma, un fenomeno, che nei prossimi anni diventerà un Hall of Famer.

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